La musica e gli attacchi di panico
- Jul 31
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Esiste un rapporto speciale tra un piccolissimo muscolo presente nel nostro orecchio medio e la capacita’ di ritrovare la calma durante gli attacchi di panico: si tratta dello stapedio. Da sempre, infatti, l’udito riveste una funzione fondamentale per i mammiferi nell’identificare possibili segnali di pericolo o, al contrario, nell’essere calmati. Cio’ avviene grazie a una stretta connessione dell’orecchio medio con il sistema vagale, attivando stati viscerali ed emotivi di sicurezza o, al contrario, di allerta.
A causa della nostra storia evolutiva, le bande di frequenza con caratteristiche acustiche specifiche attivate nel contesto possono generare esperienze emotive diverse, influenzando i nostri stati fisiologici. Suoni di frequenza molto bassa, che richiamano i versi dei predatori, o anche i tuoni ad esempio, evocano preoccupazione per potenziali pericoli, mentre le urla acute segnalano che qualcuno è ferito o in pericolo, attivando in noi stati di allerta o empatia per il dolore altrui. Al contrario, l'ascolto di voci tranquille di tonalità media stimola stati viscerali di armonia e serenità, inducendo una sensazione di calma.

Le reazioni suscitate in noi da specifiche frequenze musicali sono determinate dagli stessi circuiti neurali che usiamo per valutare i rischi ambientali. E d'altro canto, l'uomo da sempre utilizza la musica per creare connessione tra sé e gli altri.
Per questo, la musica ha la capacità di modificare stati emotivi e provocare cambiamenti fisiologici, come rilassamento o ansia, a seconda del tipo di melodia che si ascolta. Lo sanno bene i compositori, che utilizzano frequenze molto basse per evocare una sensazione di pericolo imminente! Le melodie eseguite su frequenze medie o medio-alte attivano un feedback neuronale che coinvolge i muscoli dell'orecchio medio, influenzando il sistema di ingaggio sociale e migliorando l'affettività, duplicando le frequenze della voce umana e presentando proprietà acustiche simili alla prosodia vocale. Tali melodie producono effetti positivi, simili a quelli delle comunicazioni verbali umane, e utilizza frequenze che le mamme impiegano per calmare i loro figli con le ninnananne.
E’ pur vero che talvolta necessitiamo di ascoltare della musica che rispecchi il nostro stato d’animo, sia esso triste o arrabbiato. Per quanto l’effetto di un certo tipo di musica sui nostri stati d’animo sia sicuramente anche molto soggettivo, nel caso in cui ci troviamo in uno stato di panico, tuttavia, potremmo trovare un conforto temporaneo ascoltando delle melodie rassicuranti, che replicano la frequenza della voce umana e hanno proprietà acustiche simili alla prosodia vocale.
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