
Progetti per le scuole
Le nuove generazioni attraverso la lente del digitale.
Conferenze e laboratori per genitori, insegnanti e allievi

Le nuove generazioni sono influenzate dall'era digitale, richiedendo un approccio diverso da parte degli adulti per comprendere gli adolescenti. Per comprendere tale esigenza, consideriamo i figli di migranti nati in un paese diverso dai genitori. La lingua differente e le usanze diverse possono causare incomprensioni e costringere i ragazzi, nativi digitali, a cavarsela da soli in un mondo nuovo anche per gli adulti, definiti “migranti digitali” con un’esperienza limitata. Questo non riguarda solo le competenze tecniche, ma anche la capacità di valutare i rischi e le conseguenze emotive, psicologiche e relazionali.
La tecnologia, come abbiamo potuto osservare durante il lockdown, rappresenta una risorsa preziosa, ma comporta anche delle insidie a causa delle sue caratteristiche distintive, quali i limiti spazio-temporali indefiniti e l'interazione mediata dallo schermo. È fondamentale che gli adulti imparino a riconoscere e monitorare i rischi associati ai meccanismi della rete, come l'aumento esponenziale del cyberbullismo verificatosi in quel periodo e altre conseguenze non facilmente prevedibili.
Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda gli effetti collaterali del digitale sulla mente e sul corpo. Oltre alla dipendenza da internet, si osservano frequentemente difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, affaticamento oculare, stati di agitazione o di apatia, e in generale disregolazione emotiva.
Pertanto, possedere una competenza digitale non significa solo conoscere il funzionamento dei programmi/social più diffusi, ma implica anche essere consapevoli degli effetti e dei pericoli che il mondo della rete nasconde, per potersi muovere con consapevolezza e sicurezza.
Aree tematiche di approfondimento
Difficoltà di apprendimento e iperattività nell'era digitale
I bambini di oggi faticano a concepire un mondo privo di smartphone e tablet, il che ha conseguenze significative sul piano cognitivo, sociale, comunicativo e sulle capacità di autoregolazione corporea. Anche nel contesto scolastico, il digitale è sempre più presente, dalla Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) ai tablet e agli smartphone utilizzati dagli adolescenti, ma spesso anche dai bambini. Sebbene in taluni casi questo possa offrire un supporto all'apprendimento, alcuni studi scientifici hanno dimostrato che un uso eccessivo del digitale può favorire la dipendenza da Internet e interferire in modo significativo con l'acquisizione di schemi analogici fondamentali, come la letto-scrittura.
Gli studi di eye tracking evidenziano che la lettura su schermo differisce significativamente da quella su carta.

Secondo Jacob Nielsen, gli utenti adottano nella lettura un approccio “a F”, che porta a una lettura superficiale e a una rapida selezione delle informazioni, a scapito di un'elaborazione più profonda. Gli stimoli multisensoriali possono ostacolare l'apprendimento sequenziale necessario per comprendere testi complessi, influenzando negativamente la capacità di astrazione. I device digitali inducono un'iperattivazione a livello corporeo e generano distrazione persino da spenti. Inoltre, l'abitudine a fare affidamento su strumenti esterni compromette notevolmente le capacità di memorizzazione e calcolo, in quanto sostituisce l'allenamento personale per acquisire tali abilità.
Ma in che modo l'uso dei dispositivi digitali può influenzare l'insorgenza di disturbi dell'apprendimento, dell'attenzione e dell'iperattività? Qual è il ruolo del corpo in questo contesto?
Per approfondire l'argomento, guarda il video cliccando qui--> Crescere nell'era digitale
SOCIAL NETWORK:
Identità e relazioni tra privacy e pubblico virtuale

L'uso dei social network, avviato circa vent'anni fa, ha provocato significativi cambiamenti nella gestione delle relazioni, molti dei quali possono essere considerati positivi. Tuttavia, la rapida diffusione di queste piattaforme, inserita in un contesto sociale sempre più digitalizzato—dal lavoro smart agli acquisti online—ha generato modifiche sostanziali nel modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri. Un profilo social non è semplicemente un account; rappresenta una vera e propria "identità virtuale", attraverso la quale ci presentiamo al mondo e interagiamo in forme più o meno complesse.
Attraverso questo filtro, le relazioni subiscono trasformazioni significative, creando dimensioni parallele che talvolta possono sovrastare la realtà. Ciò non riguarda solo le amicizie individuali, ma si estende a ogni aspetto della vita sociale e comunitaria. In questo contesto così pervasivamente digitalizzato, l'identità virtuale assume un ruolo sempre più centrale nella percezione delle nuove generazioni, talvolta prevalendo su quella reale. Questo fenomeno espone gli adolescenti—e a volte anche i bambini—a diversi rischi, tra cui il cyberbullismo, l'isolamento sociale (Hikikomori), la dipendenza da internet, e a problematiche di disregolazione emotiva e disordini psicologici e relazionali di varia gravità.
Quali criteri possiamo quindi identificare riguardo alle modalità di utilizzo di social network da parte degli adolescenti? Che cosa è fondamentale che gli adulti facciano per prevenire questi rischi e per supportare i ragazzi nella loro crescita?
Come i videogiochi ipermoderni influenzano la crescita
dei bambini e dei ragazzi?

Grazie ai progressi tecnologici e all'avvento di Internet nelle console, il panorama videoludico ha subito una trasformazione radicale negli ultimi decenni. I videogiochi attuali presentano caratteristiche significativamente diverse rispetto a quelli del passato arrivando a rivestire molteplici funzioni comunicative per i giovani. Nel secolo scorso, serie televisive, cartoni animati e fumetti avevano preso il posto dei miti, siano essi religiosi o popolari, che hanno accompagnato l'umanità per millenni. Oggi, il videogioco rappresenta un ulteriore passo verso l'acquisizione di un ruolo strutturale nella psiche degli adolescenti, influenzando in modo significativo—e talvolta totalizzante—la loro percezione di sé e le aspettative sociali che li riguardano,
attraverso messaggi che, in alcuni casi, possono risultare pericolosi, specialmente per coloro che, come gli adolescenti, si trovano in una fase cruciale nella costruzione della propria identità.
Tra le caratteristiche principali dei giochi dell'ipermodernità si possono individuare:
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Un aumento della complessità delle strutture e delle dinamiche di gioco (obiettivi, missioni, scelta dei personaggi, modalità di gioco, ecc.)
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Una maggiore identificazione e coinvolgimento del giocatore con il personaggio, grazie a una grafica migliorata
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L'espansione della dimensione “social” e delle funzioni sociali del gioco (possibilità di aggiungere amici, comunicare, chattare a distanza, ecc.)
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Un incremento delle possibili intersezioni tra le varie caratteristiche ricercate in un videogioco (competizione, relazione, sfida, ecc.)
La continua evoluzione di queste caratteristiche mira a ridurre il divario tra il mondo virtuale e quello reale, dando l'impressione al giocatore di essere “davvero” immerso nella narrazione offerta dal videogioco. Questa tendenza ha raggiunto livelli tali da conferire al nuovo videogioco lo status di un autentico “mondo parallelo”, in cui il soggetto è immerso ogni volta che vi accede, rendendo sempre più difficile discernere nettamente tra “mondo reale” e “mondo virtuale”. Tale dinamica può influenzare in modo significativo il sistema cognitivo, relazionale, sociale e corporeo dei giovani, generando effetti spesso impercettibili.
Ma cosa accade, esattamente, una volta varcata la “porta virtuale”?
Al fine di supportare insegnanti, genitori e ragazzi nell'acquisizione di una consapevolezza cognitiva e relazionale nell'uso dei dispositivi digitali e prevenire la dipendenza da internet, proponiamo:
conferenze a tema
laboratori per ragazzi
laboratori per genitori
supervisione e formazione per insegnanti
Tutti i progetti vengono pensati ad hoc per le esigenze della singola scuola.
Per richiedere informazioni in merito a conferenze e progetti scrivere a info@somatopsyche.it
